Baglioni

Questo romanzo è dedicato a Claudio Baglioni.

Chi di noi non ha tratto forza o ispirazione de qualche canzone per venir fuori da un periodo buio nel quale è sprofondato lungo il corso della propria vita?

Il mio salvatore in tal senso è stato Claudio. Ho da sempre amato le sue canzoni, da quelle smodatamente romantiche ai veri e propri capolavori letterari (uno dei quali è UN TRENO PER DOVE, per il quale mi sono dilettato a montare il video che segue).

La canzone però che fu per me il ponte tra il me-ragazzo e il me-scrittore è LE VIE DEI COLORI.

Venivo da un periodo deprimente, il classico momento in cui ti chiedi chi sei, cosa vuoi, dove stai andando con la tua vita e tutte queste problematiche esistenziali che chi non le ha (ancora) vissute tende a bollare come capricci perché… i veri drammi della vita sono altri – la realtà è che i “problemi materiali” hanno fisiologicamente la precedenza, per cui chi ha la fortuna di godere di vitto, alloggio e salute può tranquillamente dedicarsi ai “problemi immateriali” che altrimenti ignorerebbe.

Questa canzone incita l’ascoltatore a intraprendere un viaggio introspettivo in cui trovare delle risposte che tramuteranno il bianco e nero delle riflessioni nei colori dell’azione.

Da quel momento in poi cominciai a mettere su carta tutti i miei pensieri e scoprii quanto mi piacesse scrivere. Poi una cosa tira l’altra e ho finito per scrivere questo romanzo.

L’importanza di Claudio nel contesto del romanzo non riguarda tanto le canzoni che cito nel testo e che propongo qui di seguito, quanto le tematiche a lui tanto care, come ad esempio la relazione tra Musica, Anima  e Tempo che costituiscono l’asse portante della storia.

Quindi, Claudio, grazie con tutto il cuore per quello che inconsapevolmente hai fatto per me e per tanti altri.

 

p.s.

Se qualcuno che legge questo blog è in contatto con Claudio, gli/le sarei immensamente riconoscente se gli facesse sapere che esisto.

Mille giorni di te e di me – dall’LP “Oltre” – pag. 94

Andiamo a casa – dall’LP “La vita è adesso” – pag 108

 

Tamburi lontani – dall’LP “Oltre” – pag 116

 

Un mondo a forma di te – dall’LP “Viaggiatore sulla coda del tempo” – pag. 264

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Heat
    Set 27, 2012 @ 21:17:57

    Ciao, Michel! 🙂
    Ti dispiace se ti chiamo ancora così? Spero proprio di no. Sono molto dispiaciuto per averti visitato solo ora, dopo diversi mesi. Il bello (o il brutto) è che non c’è neanche una precisa giustificazione per questo. E’ che ho dedicato poco tempo a forum e blog in generale negli ultimi tempi, e tra un impegno e l’altro mi ero del tutto dimenticato di passare a vedere il book trailer – che, a proposito, ho trovato molto d’ispirazione. Immagino che una storia romanzata su un mito come Beethoven abbia richiesto un bello studio approfondito. 🙂
    Che dire, mi fa piacere che alla fine sia riuscito a completare il tuo lavoro, cosa che io trovo ancora alquanto ostica con i miei. Ho preferito commentare in questa pagina perché mi sono sentito in piena sintonia con il discorso sul problema “esistenziale”, dato che io stesso sto attraversando un periodo del genere, e purtroppo è anche abbastanza lungo (parliamo di 2-3 anni ormai). Mi viene in mente un detto, che potresti aver già sentito, ma che credo calzi molto bene alle domande su chi siamo e cosa vogliamo dalla vita; “non esistono venti favorevoli, per il marinaio che non sa dove vuole andare”.
    Spero di riuscire a portare a termine il lavoro che ho iniziato come tu hai saputo fare col tuo. A risentirci presto, allora. Magari ci ribecchiamo sul vecchio forum!

    Rispondi

    • antonioscotto
      Set 27, 2012 @ 21:43:18

      Certo che mi puoi chiamare così! E non hai alcun bisogno di giustificarti, scherzi? Sono contento che sei passato. Grazie per i complimenti.
      Mi dispiace tu viva un periodo un po’ così. Però, è come quel detto che hai citato (e che non conoscevo): io ho sempre saputo dove voglio andare, e ogni tanto qualche brezza l’ho beccata. Niente di che, ma la mia bussola punta decisa. Ti auguro ti trovare la tua strada al più presto. Il consiglio, tanto banale quanto vero, è di analizzare la mappa che porti dentro di te 🙂

      Rispondi

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