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Qui trovate le registrazioni della lettura integrale del libro a cura di Ines Angelino.

REGISTRAZIONI

Il dio sordo – Mia immortale amata

SINOSSI

La Musica è il destriero cavalcato dall’Anima per viaggiare nel Tempo. L’anima di un giovane del XXI secolo viene risucchiata indietro nel Tempo dall’irresistibile potere della Musica, finendo nel corpo di un coetaneo della Vienna del 1808. Qui il protagonista assiste al leggendario concerto in cui Beethoven presenta la sua Quinta, entrando poi nelle sue grazie fino a diventare il suo servitore. Attraverso di lui, sullo sfondo storico fine-epoca-napoleonica/Restaurazione, viviamo le vicende di Beethoven: l’amore segreto, una donna che ha rapito il suo cuore ma che è ella stessa prigioniera di convenzioni e legami familiari; la passione per la Musica, dall’ispirazione che egli trova nella sua cara Natura, allo scrittoio dove forgia melodie e orchestrazioni, ai teatri dove a volte viene acclamato e altre deve fronteggiare la perplessità di un pubblico disorientato da una musica troppo precorritrice; l’inesorabile decorso della malattia, con improvvise speranze di guarigione e puntuali delusioni, fino alla struggente rassegnazione; i travagliati rapporti con la famiglia, tra gli attriti coi fratelli, l’odio “immotivato” per la cognata e l’amore incondizionato per il nipote, passando attraverso faide private e legali; e infine le sue paure di uomo, l’impotenza di fronte al Destino, la voglia di combatterlo e la speranza di vincerlo.

PREFAZIONE

a cura di Luciano Domenighini

 Questo lavoro, che ha le dimensioni del romanzo ma l’agilità di un lungo racconto, si svolge su più piani. È narrazione di vicende ma anche diario intimo, saggio e fiaba, realismo e sogno, logica e magia, volontà e destino. Il tutto scaturito dalla musica, da una suggestione musicale e dall’ammirazione per un celebre compositore.
Differenti sono anche i livelli letterari della sua prosa che si distingue per spontaneità e naturalezza.
L’alternarsi, da un lato, di un linguaggio parlato, attuale, informale, diretto, dalla gergalità corrente, con un lessico e con moduli linguistici ricercati quando non desueti non disdegnando citazioni eterogenee, talora fugaci talaltra più articolate, che vanno dal cinema d’evasione, al motteggiare pubblicitario, ai classici della letteratura e l’indugiare proustianamente, dall’altro, a digressioni o puntualizzazioni culturali, estetiche, filosofiche, danno vita a una prosa singolare, eclettica, trasversale, effervescente, un po’ “naif” e insieme un po’ scolastica, ma certamente fresca e vitale. In un certo modo quest’opera è la metafora del sapere moderno, inteso come contenitore di alternative culturali, come caleidoscopico riepilogo, come cocktail di trasversalità.
Procedendo nel racconto la prosa diviene più serrata, l’azione più dinamica, e il dialogo costituisce l’elemento preponderante della narrazione rendendola viva e stringente.

Entra poi in campo un nuovo elemento, la musica, presentata non già in modo generico, ma con riferimenti precisi e circostanziati alla scrittura, alla strumentazione, agli interpreti. È questa una caratteristica singolare, certo specifica e in qualche modo “colta”, ma il suo svolgersi è abile, cioè opportunamente frammentato, misurato, discreto, leggero, eppure coinvolgente nella sua appassionata estemporaneità.
Quest’opera si può leggere in più modi, con più disposizioni d’animo e di pensiero: come racconto fantastico di evasione, come romanzo storico, filosofico, amoroso, come appassionato tributo alla musica romantica, persino come fonte per una pièce teatrale e, a suo modo, anche come biografia.
Ci sono tanti modi per scrivere una biografia.
Una biografia può essere rigorosa, analitica e comparativa di documenti e testimonianze. Oppure può avere un taglio celebrativo, agiografico ed enfatico. Può essere volta alla ricerca di riscontri oggettivi o intesa ad alimentare il mito.
Nel caso di “questo” Beethoven, immaginato e romanzato nella sua quotidianità, si percepisce che lo scrittore non è motivato dallo scopo di identificare una verità storica e neppure dall’intento, così spesso esaltante quanto capzioso, di consacrare il personaggio, di farne un feticcio, ma piuttosto dall’amore per la sua musica.
Il vero protagonista di quest’opera, il suo motore originario , è la facoltà evocatrice dell’Arte, intesa come forza che travalica le barriere del Tempo, l'”aetas” dei latini, e ne disinnesca il ruolo tragico e vanificante.
Al di là della sua prosa, estemporanea, disinvolta e improntata al linguaggio corrente, al di là dei dialoghi semplici e diretti, incalzanti e briosi, al di là del vivido realismo della narrazione, oltre le citazioni e gli accostamenti a modelli letterari, questo romanzo è un luogo della mente, dove l’immaginazione e i “dati storici”, lo zelo “filologico” e la più spudorata e candida invenzione riescono, straordinariamente, ad entrare in sintonia e a fondersi.Questo è forse l’aspetto distintivo e più originale del romanzo.


7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Lussy60
    Dic 17, 2011 @ 20:52:42

    bellissimo libro non sembri neppure un principiante..
    Bravo mi piace!!!

    Rispondi

  2. Emanuele Marcuccio
    Gen 04, 2012 @ 14:00:49

    Molto interessante, complimenti per la scelta del soggetto e tanti auguri! 🙂

    Rispondi

  3. antonioscotto
    Feb 12, 2012 @ 15:56:46

    Questo il resto del commento di Antonio Barbieri:

    E adesso entra in scena l’immortale Amata, Josephine von Brunswik! Io preferisco la teoria di Maynard Solomon ( Beethoven, la vita, l’opera, il romanzo familiare ) che da indagini da lui fatte sostiene che l’Immortale Amata sia da identificarsi con Antonie ( Toni)Brentano moglie dell’amico Franz Brentano. Certamente conoscerai questo libro uscito nel 1986 per Marsilio Editori. Sia come sia nel tuo romanzo ci sta meglio la Brunswik come Immortale Amata perchè era una donna della quale si può scrivere un romanzo solo per lei! Una donna che ha fatto certamente innamorare Beethoven e farlo andare fuori di testa, sia o non sia la destinataria delle famose tre lettere senza indirizzo che mai il Maestro ha spedito! Ciao ancora, a sabato!

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    • antonioscotto
      Feb 12, 2012 @ 16:09:12

      Come tu stesso dici, si tratta di teorie. Nessuno può dire con esattezza chi sia stata la vera amante del maestro.

      Quello che ti posso dire è che non troverai niente nella “mia” teoria che sia confutabile dalle documentazioni: infatti ho considerato TUTTE le documentazioni come dei paletti attraverso i quali eseguire uno slalom immacolato. Credo di esserci riuscito. Poi naturalmente il giudizio finale spetta a te e a chi legge il libro.

      Ancora una volta grazie: mi sento più sollevato dopo questo commento 🙂

      Rispondi

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